martedì 14 maggio 2019

Trenta cigni reali trovati morti per colpa del pane





Una trentina di cigni reali (Cygnus olor) sono stati trovati morti in un canale dell'Alsazia (Francia) a causa del pane donato loro dai passanti. 

A ucciderli è stata un'infezione intestinale (enterite) causata da batteri del genere Clostridium, che proliferano nel pane marcescente sul fondo dell'acqua. 
A determinare l'esatta causa della morte degli uccelli sono stati i veterinari dell'Ufficio nazionale per la caccia e la fauna selvatica (ONCFS), che hanno condotto esami necroscopici su alcune delle carcasse recuperate dopo essere stati allertati dai volontari dell'Alsace Animal Protection League (LPO). Tutti i cigni analizzati mostravano i segni della grave infezione.

Pane letale
In molti, contravvenendo a quanto indicato sui cartelli di ville, parchi e aree protette, gettano il pane in acqua a cigni, anatre e altri uccelli acquatici credendo di far loro un "piacere". Ma si tratta dell'esatto opposto. Questi animali, infatti, non tollerano il glutine e il sale presenti nel pane e in altri prodotti da forno, che purtroppo divorano avidamente quando viene loro lanciato. 
Abituandosi a questo alimento vanno incontro a malformazioni ossee; scarsa impermeabilità del piumaggio e malattie del fegato causate da un vero e proprio avvelenamento, che si accompagna a varie carenze alimentari. Il rischio maggiore è soprattutto nelle quantità, come dichiarato dagli esperti dell'ONCFS; ci sono persone che lanciano in laghetti e simili interi sacchi di pane raffermo, che ovviamente gli uccelli non riescono a mangiare tutto assieme.
Quello che affonda catalizza l'invasione di batteri alla stregua dei Clostridium, che causano malattie come l'enterite che ha sterminato i cigni reali in Francia. 

Aiuto possibile
Al termine della rigida stagione invernale i cigni – così come altri uccelli – possono essere decisamente indeboliti, inoltre diventano molto più aggressivi con i conspecifici a causa dell'avvio della stagione riproduttiva, fattori che possono determinare un sensibile aumento della mortalità. 
Ma i troppi esemplari trovati morti a Erstein suggerivano un'altra origine; non a caso qualcuno aveva pensato anche all'influenza aviaria. Ma come indicato, è stata solo l'ingenuità (a volte in buona fede, altre no) delle persone che hanno provato a nutrire i cigni con il pane. 
Gli esperti dell'ONCFS sottolineano che se davvero si vuole aiutare questi animali in inverno, si può dar loro – e solo dove è consentito – mais crudo, grano e insalata verde, come la lattuga romana. 

fonte articolo: https://scienze.fanpage.it/trenta-cigni-reali-trovati-morti-per-colpa-del-pane-lallarme-dei-biologi-non-datelo-loro/
 
Spero con questo articolo di sensibilizzare anche voi, perchè io stessa non sapevo questa cosa ed ammetto di avere lanciato a volte pane a cigni, ma anche anatre ....invece anche per loro non va bene! Così come non va bene dare molliche di pane agli uccellini!
Quindi attenzione, seguite i consigli e lanciate loro solo alimenti giusti!  

mercoledì 1 maggio 2019

Attenzione alle zecche: consigli di prevenzione

Iniziano le giornate calde, ma io già da un mese ho protetto il mio cagnolino (foto che lo ritrae)  con un collare antiparassitario, non faccio nomi (ma è molto noto). Io lo trovo molto valido : questo articolo, tratto dal web, vuole ricordarvi che bisogna prevenire questo fastidioso e pericoloso problema, poichè le zecche sono portatrici di malattie sia per cani,  gatti ma anche per noi stessi! Quindi occhio!!!!


La prevenzione è la regola d'oro quando si tratta di mantenere il cane libero da malattie trasmesse dalle zecche. 
Di seguito vi proponiamo alcuni suggerimenti per ottenere questo risultato: 

LA STAGIONE DELLE ZECCHE 
Chiedete al vostro veterinario qual'è stagione di maggior densità delle zecche nel vostro territorio. Una volta scoperto, siate vigili e usate alcune misure di prevenzione. 

CONOSCERE LA TERRA 
Le zecche prediligono aree con fitta vegetazione. Gran parte del loro tempo lo passano per terra, ma sono abili a strisciare fino alle punte di arbusti ed erbe. Questo aumenta la loro capacità di saltare con successo su un ospite animale. Evitate di esporre il vostro cane a tali aree arbustive ed erbacee, in particolare durante l'alta stagione delle zecche. 

UTILIZZARE PRODOTTI DI PREVENZIONE CONTRO LE ZECCHE 
Ci sono una varietà di prodotti sul mercato che impediscono alle zecche di attaccare il cane. Alcuni collari funzionano bene, ma non sono una buona scelta per i cani che amano il nuoto o per quelli che amano giocare con altri cani (i prodotti chimici contenuti all'interno del collare potrebbero essere ingeriti dal compagno di giochi). Altre opzioni di prevenzione includono la somministrazione mensile di un farmaco per via orale o applicato localmente (sulla pelle). Molti prodotti sono combinati con farmaci per la prevenzione delle pulci. Parlate con il vostro veterinario per un prodotto di qualità per la prevenzione delle zecche. 

ESEGUITE UN CHECK-UP GIORNALIERO 
Eseguire un check-up sul vostro cane tutti i giorni, in particolare dopo le escursioni all'aria aperta. I posti preferiti dalle zecche sono nel collo, sulla testa e vicino le orecchie, quindi prestate particolare attenzione in queste aree. 

CONSERVARE LE ZECCHE ESTRATTE 
Conservare le zecche che avete rimosso potrebbe rivelarsi utile. Specie diverse di zecche trasmettono malattie diverse. Poichè i sintomi delle diverse malattie trasmesse dalle zecche nel cane sono simili, conoscendo il tipo, si può aiutare il veterinario ad arrivare ad una diagnosi più rapidamente. Conservate le zecche in un contenitore monouso riempito con alcool isopropilico. 

RIMUOVERE LE ZECCHE CON ESTREMA CURA 
Fate del vostro meglio per rimuovere eventuali zecche presenti sul cane nel più breve tempo possibile, per cercare di ridurre le probabilità di trasmissione di una malattia. Ci sono decine di raccomandazioni on-line che descrivono come rimuovere una zecca in modo sicuro, ma diffidate da tutto quello che leggete. Parlate con il vostro veterinario su come rimuovere le zecche. Qualunque sia il metodo scelto, assicuratevi di indossare guanti in modo da evitare qualsiasi rischio di trasmissione di malattie in voi stessi. 

PRENDERE IN CONSIDERAZIONE LA VACCINAZIONE CONTRO LA MALATTIA DI LYME  
Un vaccino contro la malattia di Lyme è disponibile ormai da parecchi anni. La maggior parte dei veterinari specializzati in malattie infettive cercano di evitarlo per i cani che non vivono in zone in cui vi è un'alta incidenza di questa malattia. Inoltre, non è ancora sicuro quanto duri la protezione del vaccino. Parlatene con il vostro veterinario se volete saperne di più. 

 CONOSCERE I SINTOMI DI UNA MALATTIA TRASMESSE DALLE ZECCHE 
La maggior parte dei cani esposti alle zecche non svilupperà una malattia, ma è buona cosa cercare di riconoscere precocemente i sintomi, per arrivare rapidamente ad una diagnosi e ad un trattamento immediato. Se il vostro cane è soggetto all'esposizione di zecche, parlate con il veterinario su quali sono i sintomi più comuni.

fonte: https://www.mondopets.it/articolo/proteggere-il-cane-dalle-zecche-416.html 


sabato 20 aprile 2019

Dolci auguri pasquali per i 4zampe


Oramai l'industria dolciaria si è estesa anche ai 4 zampe per cui per Lolo ho comparato questi biscotti Pasqualini.....c'è davvero l'imbarazzo della scelta, però mi raccomando, ai cani niente cioccolato eh?! Fa malissimo!
E poi altra raccomandazione: l'agnello sì, ma solo in versione dolce!!!!
Dolci auguri pasquali a voi , familiari e ai vostri amici a 4 zampe o pennuti insomma a tutti! Ciao!

lunedì 15 aprile 2019

Mister Pio memorie di un bulldog


Vogliamo aiutare una blogger, Vivy (qui il suo blog) che vuole realizzare il sogno di vedere pubblicato il suo libro?
Se poi amate gli animali ed in particolare i cani, non potete proprio dire di no! Di che si tratta? Lasciamo la parola a Vivy stessa:

"Mister Pio - memorie di un bulldog è un libro nato dal dolore più grande per far nascere la speranza più luminosa. Credo molto in questo buffo bulldog, e nella positività che, se Dio vuole, potrebbe donare alle persone che leggeranno di lui; sia agli amanti degli animali, che potranno ritrovarsi in varie vicissitudini descritte in queste pagine, sia a quelli più scettici, che potranno avvicinarsi a un mondo che a loro forse è sconosciuto. 
Ho la speranza che questa "bulldografia", come amo chiamarla, possa aggregare tutti quelli che sono stati travolti dall'amore per un animale, qualsiasi esso sia, e unire nella magia che le creature possono donare in quel modo tanto irresistibile. 
Ho mandato il libro alla casa editrice Bookabook e con mia enorme gioia loro mi hanno comunicato di essere interessati a pubblicarlo! 
Mercoledì sono iniziate le prevendite e sono già state acquistate quasi 20 copie, a 60 il libro potrà essere pubblicato. 
Il libro potrà avere vita grazie a chi lo vorrà sostenere a dare vita alla voce di Pio. 
Grazie a chiunque vorrà farlo!"

Volete pre-ordinarlo? Io l' ho già fatto! Andate qui :

venerdì 12 aprile 2019

Perchè i gatti fanno le fusa?


Chi vive con un gatto conosce bene questo strano e adorabile modo di fare del gatto, ma vi siete mai chiesti perché il gatto fa le fusa e morde? Ci sono tante spiegazioni che nel tempo sono state date a questo comportamento, che può in effetti verificarsi in momenti molto diversi tra loro. 
È troppo semplicistico pensare che il gatto fa le fusa solo quando è felice e rilassato, in realtà ci sono molte altre sfumature dietro l’atto di “fare la pasta”, come viene anche chiamato questo ronzio, accompagnato da un movimento ripetitivo delle zampe anteriori. 
Vediamo allora perché il gatto fa la pasta e perché a volte il gatto fa le fusa alla coperta. 

Perché il gatto fa le fusa e morde? L’atto di fare la pasta rientra nel patrimonio genetico di tutti i gatti, tanto che anche i cuccioli sono capaci di emettere questo suono già a partire dal secondo giorno di vita. Nasce come forma di comunicazione tra mamma e cucciolo, ma con il tempo ha acquisito anche altri significati. 
Infatti, il gatto fa le fusa quando: sta succhiando il latte materno, a conferma del fatto che sta bene e che si sta nutrendo correttamente; a sua volta la mamma risponde a questa comunicazione, facendo le fusa anche lei, per tranquillizzare e dare un senso di protezione ai piccoli; ha bisogno di rilassarsi, il che non implica che succeda solo quando è felice e tranquillo, ma anche quando è spaventato o addirittura in procinto di morire. In questi casi le fusa hanno una funzione antistress: mentre fa la pasta, il gatto produce endorfine, sostanze prodotte dal cervello, che hanno un effetto simile a quello dell’oppio o della morfina; vuole trasmettere un messaggio amichevole, ad esempio nei confronti di altri suoi simili. Le fusa sono una modalità che il gatto utilizza per dire “non preoccuparti, non voglio attaccarti, ma anzi esserti amico”; vuole mostrare la propria sottomissione, sia nei confronti dell’uomo che verso altri gatti, più dominanti. Accade ad esempio che un gatto anziano faccia la pasta davanti ad un gatto più giovane, a dimostrazione della sua subordinazione. 
Ma perché a volte il gatto fa le fusa e morde? 
Sono due comportamenti apparentemente contraddittori, eppure accade spesso che dopo aver fatto la pasta, il gatto inizi a mordicchiare la mano del proprietario o la coperta. In queste circostanze, non c’è nulla di aggressivo nel mordere: si tratta di piccoli morsetti che non provocano dolore, ma sono solo una modalità per giocare e dimostrare affetto. 

Fusa gatto: benefici 
Moltissimi studi hanno dimostrato gli effetti benefici delle fusa del gatto, non solo sull’animale stesso, ma anche verso chi gli sta vicino. Infatti, questo suono continuo ha una frequenza compresa tra 20 e 140 Hertz, paragonabile a quello della musica classica, conosciuta per le sue proprietà rilassanti. Ascoltare un gatto che fa le fusa ha quindi un effetto rilassante e calmante, tanto da riuscire a ridurre e regolarizzare il battito cardiaco, riducendo del 40% il rischio di patologie cardiache. Ma c’è di più. Alcuni studi hanno dimostrato che quando ci si sottopone all’ascolto di frequenze basse, comprese tra 25 e 150 Hertz, come sono le fusa dei gatti, si favorisce la rigenerazione delle fratture ossee e si riducono le possibilità di contrarre infezioni.

fonte: https://www.petpassion.tv/blog/perche-i-gatti-fanno-le-fusa-56923 
immagine dal web  
 

martedì 26 marzo 2019

La detartrasi del cane

In questi giorni ho dovuto portare dal veterinario Lolo per fargli fare la pulizia dei denti, ovvero la detartrasi.
Purtroppo l'igiene dentale dove si trovava prima dell'adozione è stata trascurata, per cui aveva ben 9 denti che dondolavano e sono praticamente venuti via con niente....adesso Lolo sta benissimo , ha i denti bei bianchi e si vedeva che faceva fatica a mangiare, mentre ora mangia con appetito e gioca coi giocattolini....a voi le deduzioni....

La detartrasi non è altro che la famosa pulizia dentale in cui il veterinario provvederà a rimuovere il tartaro e la placca dai denti del cane, sia nelle zone superficiali che in quelle più nascoste. 
Anche impegnandosi nel pulire frequentemente l’arcata dentaria del proprio animale, non è detto che si possa mantenere sempre una perfetta igiene orale, ed il cibo non aiuta di certo. 
Purtroppo le patologie che possono scatenarsi in questi casi sono molte e, la detartrasi, è un ottima prevenzione unita ai vostri lavaggi quotidiani che andrete ad effettuare sulla dentatura del cane e ad alcuni vostri accorgimenti. 
Allo stesso modo in cui lo è per noi, l’'alimentazione corretta è importante anche in questo caso, ed aiuta a mantenere un ottimo stato di salute dei denti. Infatti è utile evitare di dare al cane dei dolci e/o degli scarti di cucina che potrebbero infilarsi tra un dente e l’altro provocando anche dei fastidi all’animale. Sarebbe ideale limitarsi nutrendo il proprio cane con croccantini e cibi adeguati alla sua età. 
Alcuni sono predisposti anche per facilitare l'eliminazione della placca favorendo la masticazione che, producendo una azione abrasiva nei confronti dei denti, consentirà di eliminare la placca prima che si tramuti in tartaro e questa è un’ottima prevenzione. Anche gli ossi finti possono essere un valido aiuto ed il loro utilizzo potrebbe diventare anche una buona abitudine. 
 Il tartaro è facilmente visibile. Sarà sufficiente alzare un po’ le labbra del vostro cane per scorgerne un po’. In questo modo potrete rendervi conto di quando sarà il momento di portarlo ad effettuare una detartrasi con una successiva lucidatura dei denti, proprio come facciamo anche noi esseri umani. Anche quando è ancora sotto forma di placca può diventare causa di alcuni disturbi come: alitosi, infiammazioni, carie ed ascessi. 
 In casi estremi, alcune infiammazioni batteriche causate dalla placca potrebbero anche degenerare facendosi “trasportare” dal sangue fino a danneggiare gli organi vitali.

(informazioni e foto dal web)

Preciso che queste informazioni valgono anche per i gatti, se vedete che i denti sono brutti non esitate a sottoporre il vs 4zampe ad una visita dal vet! 

giovedì 21 marzo 2019

Un pensiero per Lolo e Ron


Un doveroso ringraziamento a Pyros & Patch che hanno avuto un gentile pensiero per Lolo e Ron, ecco le medagliette pirografate col loro nome ! 
Sul loro sito on line e anche sul blog troverete numerosi spunti regalo anche per i vostri pelosi, potete fare richieste personalizzate, vedrete che loro esaudiranno ogni vostro desiderio!

Ringrazio anche la brava grafica Iole che ha creato il nuovo countdown compleanno per Lolo, oltre a quello che avevo già di Ron: naturalmente anche a lei potete rivolgervi per qualsiasi gadget utile al vs. blog, ma l'idea di personalizzarne uno per i ns amici pelosi è bella vero?!

Grazie amici!  Miao e bau dai pelosetti! 😍

martedì 19 marzo 2019

La preghiera del cane


La mia vita dura 10-16 anni. 
Se mi odi mi fai soffrire. Pensaci bene prima di prendermi con te. 
Cerca di volermi bene così come sono, perché non sono stato io a scegliermi. Né ho possibilità di scegliere amici e padroni.
Lasciami il tempo di capire quel che desideri da me. 
Prima di sgridarmi, per educarmi, domandati se forse non sei tu che sbagli. Amami perché io vivo di questo. Non arrabbiarti con me e non castigarmi. 
Tu hai il lavoro, i tuoi amici, i tuoi divertimenti; io ho solo te. Parlami ogni tanto! Se ti sembra che non capisca, sappi che io so quello che pensi e che senti. Ricordati che non dimentico mai come ti comporti con me. 
Prima di picchiarmi, pensaci bene, potrei morderti, però non lo farò mai. 
Quando sono piccolo non considerarmi come un giocattolo che butti se non ti servo più. Il mio amore per te è dura per sempre. 
Prenditi cura di me quando invecchierò, rimarrò senza denti, diventerò sordo e non par potrò più camminare. Qualcuno si prenderà cura anche di te perché la vecchiaia è uguale per tutti. Accompagnami nel mio ultimo viaggio. Non dire mai “non posso guardare” oppure “fate che succeda ìn mia assenza”. Con te è tutto più facile. 
Questo deve essere il tuo preciso impegno in cambio della fedeltà e della dedizione che ti ho mostrato. 
Quando non ci sarò più non essere triste, piuttosto cerca di fare felice qualche altro cane e amalo come hai amato me.

venerdì 15 marzo 2019

I gatti e la spiritualità

Dicono che i gatti siano piccoli monaci meditativi, capaci di portare l’armonia in casa.
Secondo l’ordine buddista del Fo Guang Shan, ad esempio, sono come persone che hanno già raggiunto l’illuminazione. 
I gatti sono esseri liberi che bevono quando hanno sete, che mangiano quando hanno fame, che dormono quando hanno sonno e che fanno ciò che devono in ogni istante, senza sentire la necessità di compiacere nessuno. 
Non si lasciano trasportare dall’ego e un particolare curioso di questi animali, secondo il buddismo, è che hanno imparato a comprendere gli uomini da tempi ormai remoti, al contrario, le persone ancora non imparano a comprendere i gatti. 
Son leali, fedeli ed affettuosi, le loro dimostrazioni d’affetto sono intime e indirette ma, nonostante ciò, tremendamente profonde. Solo coloro in grado di scavare nel proprio Io interiore, con rispetto e dedizione, godranno del loro amore ineguagliabile; ma le persone instabili o che alzano spesso la voce non saranno mai gradite ai gatti. 
Per concludere, sappiamo che non è necessario ricorrere ai testi buddisti per capire che i gatti sono speciali, che i loro sguardi ci trasportano ad un universo introspettivo, che con le loro strane posizioni ci invitano a praticare lo yoga, che sono un esempio di eleganza ed equilibrio… Li amiamo, li veneriamo e, anche se essi stessi sono convinti di essere autentiche divinità, forse in ricordo dell’Antico Egitto, glielo permettiamo con orgoglio. 
Ognuno di noi ha una storia legata a questi animali, momenti indimenticabili che ci hanno permesso di godere di piccoli istanti carichi di magia e di autenticità. Quelli che sicuramente sono stati utili a tessere questa meravigliosa leggenda, carica di inchiostro, papiro e misticismo. La stessa che oggi abbiamo voluto condividere nel nostro spazio con voi. 
“Il tempo passato con un gatto non è mai tempo perso.” -Sigmund Freud- 

 Fonte: https://lamenteemeravigliosa.it/la-leggenda-buddista-sui-gatti/ 

Dedico questa bella leggenda al mio mitico Ron (foto in primo piano) che il 10 marzo ha festeggiato il compleanno, 13 anni, e a tutti i gatti del mondo, viva i gatti! Grazie Saray per avermela inviata.

lunedì 11 marzo 2019

Scale per gatti in Svizzera


La designer e scrittrice svizzera Brigitte Schuster racconta il fenomeno delle scale per gatti all’esterno delle abitazioni in Svizzera, nel suo libro in uscita Swiss Cat Ladders. 

La fotografia di Brigitte si concentra soprattutto su Berna, sua città natale, e mostra il modo in cui le persone facilitano l’andirivieni dei loro amici gatti installando una grande varietà di strutture per arrampicarsi lungo le facciate degli edifici residenziali. 

Fonte: keblog.it

Trovo questa idea meravigliosa per i nostri amici felini, voi che ne pensate?

mercoledì 6 marzo 2019

Ho adottato Lolo

 Carissimi amici, dopo la dolorosa 'perdita ' di Kim, sia io che mio marito pensavamo convintissimi 
"niente cani"...poi il destino ha deciso diversamente ed abbiamo adottato questo chihuahua di 3 anni e mezzo: si chiama Lolo, anche se il suo nome di 'battesimo' è molto più altisonante dato che per 2 anni e mezzo ha partecipato a numerose esposizioni canine, poi da un anno  era in 'stallo' da adottare.
Il pensiero che più ci angustiava era quello che non fosse ben accetto dal gattone Ron e infatti qst gg. abbiamo cercato di tenerli a debita distanza, perchè il gatto soffiava e Lolo ringhiava, abbaiava....insomma guerra!!! 
Ecco qui sotto la foto del loro primo incontro ravvicinato! 


Pensate che è solo da venerdì in casa nostra e oggi, mercoledì, già qualche risultato positivo c'è stato, ma i primi gg e notti sono stati tragici, anche perchè Lolo non è abituato a fare pipì sulla traversina come Kim, per cui vi lascio immaginare! Ora abituandolo a frequenti uscite si 'scarica' fuori casa e da 2 notti non abbiamo trovato rigagnoli....

Lolo è molto socievole ma, evidentemente ha problemi comportamentali che, con tanto amore e pazienza, cercheremo pian piano di risolvere: non gioca, non abbaia agli estranei, è molto tranquillo, tutto il contrario di Kim....lo so , non è bello fare paragoni, ma vengono naturali.

Qualsiasi consiglio è ben accetto, magari alcuni di voi hanno avuto questi problemi di fare accettare in famiglia un nuovo arrivato, all'inizio malvisto...ditemi la vostra! 

lunedì 25 febbraio 2019

Citazioni sugli animali


 Se un gatto potesse parlare, direbbe cose del tipo:
 "Ehi, non vedo quale sia il problema".



Nella vita è estremamente stimolante far quello che 
la gente dice che non puoi fare.
- Romano Battaglia -


Crocchini al pollo, crocchini al tonno, 
crocchini al pollo, crocchini al tonno ,
crocchini ... ma forse è meglio i bocconcini 


L'entusiasmo è un vulcano sul cui cratere non cresce mai l'erba della esitazione.  
- Khalil Gibran -


La vita non è un romanzo, lo so... lo so. 
Ma solo lo spirito del romanzo può renderla vivibile." 
 - D. Pennac -


Sto seguendo la dieta "A zone" 
di mattina mangio nella ciotola in cucina,
a pranzo nella ciotola in salotto,
la sera in camera da letto...


Amare non vuol dire impossessarsi di un altro per arricchire
se stesso, bensì donarsi ad un altro per arricchirlo.»
 - M. Quoist -


Esiste un segreto per vivere felici, ma questo rimane, appunto, un segreto.
- Giovanni Soriano -

venerdì 15 febbraio 2019

Una triste notizia per il blog

Cari lettori di questo blog, questa è una notizia che ho già postato sul mio blog "casalinga per caso" ma mi pare giusto dedicare anche qui un post per lei, la mia adorata Kim che il giorno 8 febbraio mi ha lasciato dopo una insufficienza renale direi fulminea dato che in 4 gg. me l'ha portata via...era già da qualche anno che si alimentava con prodotti adatti alle sue varie patologie, in particolare reni e pancreas, gli ultimi esami del sangue erano di poco più di un anno fa, ma martedì della scorsa settimana rifacendoli, visto che aveva avuto problemi, i valori erano molto alti e non lasciavano presagire nulla di buono. Infatti dopo soli 4 gg. di flebo e cure varie, la tristissima e dolorosa decisione, dato che sia io che marito non avremmo voluto vederla soffrire  nei gg. a seguire, dato che non mangiava più e non si reggeva in piedi, tranne qualche traballante passo la mattina stessa il che mi ha pure meravigliata e fatto sperare in un miglioramento ma ....falsa illusione!
Siamo contro l'accanimento terapeutico (anche per gli umani!): Kim si è addormentata, accarezzata e baciata da me, da mio marito e da una nostra cara amica: è vissuta con noi per 16 anni circa e solo ricordando i momenti felici trascorsi con lei e l'enorme affetto ed amore che ci ha legati, possiamo superare questo lutto, perchè lei era la nostra "bambina pelosa" ed ora non c'è più....vive per sempre nei nostri cuori e in memoria di coloro che l hanno conosciuta. In questo blog resterà per sempre l'header, la foto del suo musino accanto a quello del "fratellino" Ron....così come nel calendarietto....ciao Kim ....dolce amore mio...

Ringrazio tutti gli amici, lettori, blogger che in questa settimana nell'altro blog e sui social o in email mi hanno manifestato il loro cordoglio, affetto, vicinanza....grazie anche a nome di mio marito....questo blog proseguirà normalmente nei prossimi giorni. Vi abbraccio.

Un particolare grazie a Robby Roby per il tenero e commuovente post dedicato a Kim
ed a Vanessa che mi ha recentemente ospitato nel suo blog dove ho parlato dei miei pelosi.....
   

lunedì 28 gennaio 2019

I gatti adatti per appartamento



 
Quali sono le razze che meglio si adattano alla vita in casa con gli umani? 
Il Certosino, il Ragdoll, il Siamese e il Persiano hanno un carattere più docile e amano la costante compagnia. Il gatto è un animale meraviglioso anche per la sua incredibile capacità di adattamento: ama la libertà eppure si adatta a vivere fra le mura domestiche, è abituato alla solitudine eppure condivide con l’uomo coccole e divano, ama cacciare ma sa accontentarsi dei topolini di pezza. Adottare un gatto anche se si vive in un appartamento senza balcone è quasi sempre un’esperienza positiva. 
Ciò premesso, si noti che esistono alcune razze di gatto che, più di altre, vivono a loro agio fra le sole quattro mura di casa. Quali? Il Ragdoll prima di tutte, e poi il Certosino, il persiano e anche il siamese.

 Fra le razze più casalinghe spicca il Ragdoll, docile gatto che ama il contatto con l’uomo e non sente la mancanza della vita all’aria aperta.
Le sue mire e preoccupazioni sono tutte rivolte al suo territorio e al suo proprietario, con cui ama instaurare un rapporto profondo ed esclusivo.
Il contatto fisico è anche molto importante per questo gatto che sa come fare compagnia.
Anche il Certosino si adatta bene alla vita in appartamento, è infatti un gatto particolarmente intelligente, che sa stare al chiuso così come all’aperto e, quando è solo, sa prendersi cura di sé.
Insomma, ha mille risorse: è un abile cacciatore ma se vive in casa non sarà lui a prendersela con tende e divani.
È indipendente ma di indole docile, ama stare a contatto con gli esseri umani ma solo quando lo decide lui.
È bene non insistere a richiedere la sua compagnia che verrà elargita, assieme a una generosa quantità di coccole, solo quando il felino sarà del giusto umore.
Un gatto che ama “stare in pantofole” è sicuramente il Persiano: non esiste razza più riservata e pigra di questa. Il persiano ama la propria pelliccia e non gradisce che si sporchi, predilige le comodità e la sua attività preferita è stare in panciolle.
E infine c’è il Siamese: un felino dal fascino irresistibile, buono e furbo.
Anche se ama stare all’aria aperta, non soffre particolarmente la vita al chiuso, la sua spiccata intelligenza lo rende infatti capace di apprendere le regole e rispettarle.

fonte: https://www.purinaone.it/gatto/ 
in foto: il mio gatto persiano mentre 'bruca' l'erba gatta sul balcone, posso assicurarvi che si è adattato bene a stare in appartamento, la maggior parte del tempo...dorme! :-)

venerdì 25 gennaio 2019

Per il mio cane


Grazie Saray per avermi inviato questo bellissimo decalogo!


mercoledì 23 gennaio 2019

Intervista di Vanessa a me e ai #miticipelosi

Amici è con piacere che vi annuncio che io, Kim E Ron siamo ospiti sul blog di Vanessa che ci ha dedicato il primo post che apre la rubrica "Una zampa sul cuore " per il 2019.

Se volete leggere e ....vederci....questo è il link:
Troverete notizie su me, i miei blog e altre curiosità su Kim e Ron che molti di voi non conoscono, quindi è l'occasione giusta per conoscerci meglio!
Grazie ancora Vanessa da noi 3!


giovedì 17 gennaio 2019

Sant' Antonio abate protettore degli animali perchè?

Oggi si festeggia Sant'Antonio abate, ma perchè è stato eletto quale protettore degli animali?

Ecco come lo storico Paolo Golinelli spiega l’origine del culto di Sant’Antonio e di come sia diventato protettore degli animali (per una casualità assoluta, lui che fu assalito dalle tentazioni, rappresentate in forma di animali): “Il culto popolare di sant’Antonio abate Sant’Antonio abate è, per ciò che concerne il mondo contadino, l’esempio più significativo. Di lui si sa che nacque intorno al 250 a Coma (oggi Qeman) sul­la riva occidentale del Nilo, nel medio Egitto; che si dedicò all’ascesi eremitica nel deserto; che difese i cristiani perseguitati da Massimino Daia nel311; che combatté gli Ariani ad Alessandria nel 335; che tornò all’eremo dove morì, sembra, vent’anni dopo. 
Niente di specifico lo lega al mondo rurale, e nem­meno la Vita che di lui scrisse sant’Atanasio poco tempo dopo la sua morte offre elementi concreti per farlo protettore degli animali. Gli animali ci sono, sì, ma sono soprattutto bestie feroci nelle quali si incarnano le tentazioni diaboliche, che turbano le notti dell’eremita: leoni, orsi, leopardi, serpenti, tori, aspi­di, scorpioni e lupi.
Come nasce allora la devozione popolare verso di lui? E la storia a darcene la risposta. Nel 1095 viene fon­data a Vienne la congregazione degli ospitalieri di Sant’Antonio, poi trasformata in Ordine con la regola di sant’Agostino da Bonifacio VIII, con lo scopo specifico di curare i malati di erpes zoster (comunemente detto «fuoco sacro» o «fuoco di sant’Antonio»), di cui si era avuta in Francia una tremenda epidemia, per l’uso di farina infetta di segala cornuta. L’intitolazione a sant’Antonio veniva dalla traslazione di reliquie del santo dall’Oriente, alla fine dell’XI secolo, a Bourg­ St.-Antoine, nei dintorni di Vienne. Questa congregazione fondò ospedali un po’ in tutta l’Europa, e anche nell’Italia padana: nel Torinese (Raverso, 1170), a Mi­lano, Mantova, Bergamo, Brescia, Bologna, Modena, Reggio Emilia, Fidenza, Parma e Piacenza. 
Una delle principali fonti di sostentamento di que­sti ospedali era l’allevamento dei maiali, che grazie a privilegi cittadini potevano pascolare liberi intorno ad essi e, in deroga a molti statuti comunali, all’interno stesso delle città. Da ciò l’iconografia del maialino ac­canto al santo, il fuoco, simbolo dell’ergotismo – e, forse, dei falò che si usava accendere la notte prece­dente la festa del santo (falò invernali che richiamano pratiche rituali ancestrali) -, e la Tau, particolare for­ma della croce, che era quasi lo stemma della congre­gazione antoniana, portato cucito sui mantelli e scol­pito sulle porte degli ospedali di sant’Antonio. 
Queste sono le caratteristiche con le quali sant’An­tonio è stato visto dal mondo contadino, che proprio in base ad esse lo ha eletto a protettore degli animali domestici, aggiungendo al maiale i bovini e i gallinacei che sono presenti nelle immagini popolari più vi­cine a noi, quelle che si usava e si usa ancora mettere nelle stalle a protezione degli animali, e dinnanzi alle quali si accendono lumi nella notte precedente la fe­sta del santo, il 17 gennaio, quando la leggenda vuole che gli animali parlino tra loro.
Il santo eremita, modello di vita ascetica per il mo­nachesimo delle origini e del Medioevo, diventa, at­traverso la congregazione ospedaliera, un santo po­polare, che guarisce dal «fuoco di sant’Antonio», an­che grazie al grasso dei maiali con i quali gli ospedali si mantengono: sono i «maiali di sant’Antonio», e questo basta al popolo per renderlo protettore di questo animale e di tutti gli altri animali che il conta­dino allevava intorno a casa. Se si aggiunge poi che la sua festa cade in un periodo, la metà di gennaio, nel quale per ragioni climatiche si è soliti uccidere il maiale, con le carni del quale si sfamerà la famiglia contadina per il resto dell’inverno e oltre, la corrispondenza non poteva essere più completa. E la Chiesa stessa la fa propria con la pratica della benedi­zione delle stalle, alla quale il contadino rispondeva con l’offerta al sacerdote proprio degli insaccati, frut­to della recente macellazione.”

fonte: https://mantovastoria.wordpress.com/2018/01/17/s-antonio-abate/

domenica 6 gennaio 2019

Come aiutare i nostri amici pennuti al freddo

Con l’inizio di gennaio è arrivato il freddo. Neve e temperature rigide sono arrivate un po’ in tutta la penisola. Una situazione che rende difficoltosa la vita degli animali selvatici, compresi quelli che popolano i nostri giardini e le nostre città. È un dato di fatto che, ad esempio, la mortalità degli uccelli in inverno è più alta che non nel resto dell’anno. 
In questi giorni ogni anno il WWF ricorda a tutti che è questo il momento giusto per dare un aiuto ai nostri amici pennuti che tanto ci donano con la loro presenza e i loro gradevoli gorgheggi, migliorando la qualità della nostra vita quotidiana. Sistemare una mangiatoia in giardino, sul balcone o su un davanzale, oltre che rappresentare un valido e concreto aiuto per la fauna in difficoltà, ci permetterà di rilassarci praticando un comodo birdwatching casalingo, ci consentirà di saperne di più sugli uccelli che frequentano la nostra zona e ci darà l’occasione per scattare qualche bella foto. 
Le mangiatoie potranno essere acquistate con una modica spesa presso qualsiasi rivendita di cibo per animali ma se abbiamo un po’ di tempo ci potremmo anche dilettare nella costruzione faidate: on line si possono trovare parecchi tutors che ci guidano nella tutt’altro che difficile impresa. 
Possiamo anche limitarci ad appendere al ramo di un albero una collanina di arachidi realizzata facendo passare all’interno delle noccioline dello spago o del fil di ferro. Una scelta che ad esempio le cinciarelle, spesso molto confidenti, certamente gradiranno. 
Tutti i granivori apprezzeranno invece alcune spighe di panico intrecciate adagiate sui rami o una mangiatoia, naturale al 100%, realizzata con la buccia di un arancio tagliata a coppa e appesa o poggiata colmata con una bella miscela di semi, di quelle che si comprano di solito per i canarini. Circa il cibo da offrire, oltre le miscele di cui s’è appena detto (tra gli altri canapa, miglio e avena), tra le sementi più apprezzate possiamo annoverare i semi di girasole. 
Come frutti si potranno utilizzare invece quelli che ci offre la stagione come cachi, pere, mele e datteri ma anche frutta secca sbriciolata, molto gradita a esempio dai pettirossi. È anche possibile fare di più realizzando delle mini-tortine impastando strutto o margarina con briciole dolci e semi misti, da mettere poi a disposizione degli uccellini nelle retine delle confezioni dei limoni appese al ramo di un albero (sono anche in vendita). Vanno bene anche avanzi di panettone, qualche biscotto o altri dolcetti. 
Dobbiamo invece evitare le inadatte briciole di pane e nel modo più assoluto i semi salati. 
“Sul mio davanzale non mancano mai briciole di biscotti, dolci e avanzi di panettone – dice Fulco Pratesi, presidente onorario WWF Italia – Evitare le briciole di pane che non hanno alcun potere calorifico – I piccoli uccelli con questo freddo hanno difficoltà ad alimentarsi, non trovando la fonte proteica primaria, costituita dagli insetti”. 
Infine qualche consiglio di carattere generale: le mangiatoie vanno tenute sempre pulite per evitare che il cibo ammuffisca. Può essere utile, specie per i modelli senza copertura a tetto, realizzare sul fondo qualche foro per il drenaggio dell’acqua piovana, la collocazione migliore è in un punto tranquillo del giardino, magari protetto dalla vegetazione, dove la fauna selvatica di senta al riparo, ma che al contempo ci permetta l’osservazione e lo studio delle specie che vorranno farci visita. Importantissimo sarà offrire il cibo a una altezza tale da garantire la sicurezza degli uccelli. Ricordiamoci anche del fatto che i gatti sono i maggiori predatori degli uccelli nelle aree urbane: tenerli in casa nei giorni di neve sarà una preziosa accortezza per l’avifauna. 
Passeri, cince, cinciarelle, cinciallegre, merli, storni, pettirossi, tortore, fringuelli ma anche il picchio muratore e tantissime altre specie meno comuni vi ringrazieranno e vi faranno compagnia per un inverno un po’ meno freddo, in armonia con la natura. 


Per costruire mangiatoie  per uccelli con oggetti da riciclo può essere molto utile leggere qui 

martedì 1 gennaio 2019

Lo sapevate che ci sono i fuochi d'artificio silenziosi?

Ho saputo che esistono i fuochi d'artificio silenziosi! Non sono completamente 'muti' ma certo meno rumorosi dei tradizionali! Spero vivamente che altre città e paesi seguano l'esempio di quelle che li hanno adottati, per la pace dei ns amici animali...voi che ne dite? Lo sapevate?
E con questo interessante articolo io, coi #miticipelosi , vi auguro buon 2019! 

 
Capodanno sarà anche un momento gioioso per noi, in cui abbiamo la scusa per bere un po’ di più perché, si sa, a Capodanno ci si può tutti sciogliere un po’. 
Non vale altrettanto, purtroppo, per i nostri animali. Capodanno è infatti quasi sempre sinonimo di fuochi d’artificio, il che per il loro povero udito, si tratti di gatti o di cani, si traduce praticamente in quello che per noi sarebbe un bombardamento. 
A Collecchio, cittadina in provincia di Parma, hanno trovato i fuochi d’artificio perfetti: non fanno rumore, ma ci incantano ugualmente brillando nel cielo.
I geniali inventori di questa meraviglia sono i lavoratori della Setti Fireworks, una ditta italiana che ha aperto un negozio a Genova e uno a Moncalieri (Torino). Presso il loro canale Youtube potete vedere da voi la bellezza degli spettacoli pirotecnici che alla Setti sono capaci di mettere in piedi.
Per gli animali è una vera e propria manna dal cielo, questa. Sappiamo bene quanti cani si smarriscano durante i botti di Capodanno, e quanti randagi invece si mettano a correre all’impazzata, terrorizzati, finendo magari sotto le ruote di macchina. Per non parlare degli animali selvatici, che finiscono persino per abbandonare le loro tane, e talvolta lasciare soli i loro piccoli per sempre. 
Ad alcuni la notizia dei botti silenziosi forse sembrerà una novità, e quella di Collecchio l’unica eccezione, ma non è esattamente così. 
Già a Ferragosto, a Milano, è stata scelta questa nuova tipologia di spettacolo pirotecnico. La stessa scelta è stata fatta a Genova e Venezia. Molte altre città si devono ancora adattare, ma sono sulla via giusta; parliamo ad esempio di Torino, che a Capodanno 2015 ha quantomeno ridotto il numero dei botti. Sembra, insomma, che si sia sulla strada giusta. 
Noi lo speriamo vivamente, e ci auguriamo che al prossimo Capodanno ancora più città seguano l’esempio di Collecchio.